Allenatore di calcio giovanile di spalle a bordo campo con una cartellina in mano

Guida · Formazione Coach Moveinside

Come diventare allenatore di calcio

La domanda arriva quasi sempre da chi il calcio lo ha già dentro: ci ha giocato, adesso segue il figlio o la squadra del paese, e vorrebbe capire se quel patentino di cui parlano tutti si può prendere davvero. La risposta è sì, e il percorso è più ordinato di quanto sembri. Quello che quasi nessuno racconta è dove porta il primo gradino, e dove no.

In breve: in Italia le abilitazioni per allenatore di calcio le rilascia il Settore Tecnico della FIGC, con corsi centrali a Coverciano e corsi regionali organizzati sul territorio. Si parte dal corso per Allenatore Dilettante Regionale, che dà la Licenza D, e dalla qualifica UEFA C dedicata ai giovani calciatori: insieme portano all’abilitazione UEFA B. Sopra ci sono UEFA A e UEFA Pro, con requisiti di età e di abilitazione precedente.

Chi rilascia il patentino di allenatore di calcio?

Non esiste un patentino di allenatore di calcio riconosciuto da una scuola privata. In Italia le abilitazioni tecniche del calcio le rilascia un solo soggetto, il Settore Tecnico della FIGC, che ha sede al Centro Tecnico Federale di Coverciano, a Firenze, ed è l’organo che governa la formazione degli allenatori.

La Scuola Allenatori del Settore Tecnico FIGC organizza due famiglie di corsi. I corsi centrali hanno le lezioni interamente a Coverciano e sono i livelli più alti. I corsi locali, dice la stessa fonte, “vengono organizzati territorialmente con la collaborazione della Lega Nazionale Dilettanti”: sono quelli da cui passa la stragrande maggioranza di chi comincia.

Questa è la prima cosa da mettere in chiaro, perché online circolano corsi che promettono di farti diventare allenatore in un weekend. Se il titolo non è rilasciato dal Settore Tecnico, in una società affiliata alla FIGC non ti serve a niente. Vale la stessa logica che abbiamo raccontato parlando di cosa significa davvero un corso istruttore riconosciuto dal CONI.

Da dove si parte: Licenza D e UEFA C

Il primo gradino reale è il corso per Allenatore Dilettante Regionale, che rilascia la Licenza D. È il corso che si fa sul territorio, ed è quello che abilita ad allenare nelle categorie dilettantistiche di base.

Accanto c’è la qualifica UEFA C, dedicata in modo specifico ai giovani calciatori: è la porta d’ingresso del settore giovanile, cioè del posto dove la maggior parte degli allenatori italiani comincia davvero a lavorare.

Le due cose non sono alternative, sono complementari. La Scuola Allenatori lo riassume con una formula secca: “UEFA B = UEFA C + Licenza D”. Per arrivare all’abilitazione UEFA B, cioè al primo titolo che apre le porte fuori dal livello di base, “è necessario ottenere la Licenza D (grazie al corso per Allenatore Dilettante Regionale) e la qualifica UEFA C”.

Tradotto: se stai partendo da zero, non devi scegliere quale corso fare. Devi farli entrambi, in tempi diversi, e a quel punto hai in mano l’UEFA B.

Come si sale: UEFA A e UEFA Pro

Sopra l’UEFA B il percorso diventa selettivo e si sposta stabilmente a Coverciano. Il corso UEFA A è, nelle parole della federazione, il primo livello di formazione rivolto in modo specifico agli allenatori che opereranno nelle categorie professionistiche: per accedervi i candidati devono aver compiuto il trentesimo anno di età ed essere in possesso dell’abilitazione UEFA B.

Il corso UEFA Pro si svolge centralmente una volta all’anno ed è l’ultimo gradino: i candidati devono aver compiuto il trentaduesimo anno di età ed essere in possesso del diploma di Allenatore Professionista di Seconda Categoria, cioè dell’UEFA A.

Esiste poi una scorciatoia riservata a chi ha giocato ad alto livello. Il corso combinato UEFA C – Licenza D per l’abilitazione ad Allenatore UEFA B è dedicato, spiega la FIGC, a giocatori e giocatrici che abbiano collezionato almeno sette anni di attività professionistica (per le calciatrici, sette anni tra Serie A e B), e dura 152 ore di lezione, di cui 116 in presenza a Coverciano. Se non rientri in quel profilo, la strada resta quella ordinaria.

Livello Requisito e costo di iscrizione Fonte
Allenatore Dilettante Regionale (Licenza D) Corso organizzato sul territorio con la Lega Nazionale Dilettanti, costo indicato 660 euro Scuola Allenatori FIGC
Giovani Calciatori UEFA Grassroots C Qualifica dedicata ai giovani calciatori, costo indicato 720 euro Scuola Allenatori FIGC
UEFA B Si ottiene sommando Licenza D e qualifica UEFA C (“UEFA B = UEFA C + Licenza D”) Scuola Allenatori FIGC
UEFA A 30 anni compiuti e abilitazione UEFA B, corso centrale a Coverciano, costo indicato 2.500 euro Scuola Allenatori FIGC
UEFA Pro 32 anni compiuti e diploma UEFA A, un corso all’anno a Coverciano, costo indicato 8.000 euro Scuola Allenatori FIGC

Dati verificati a settembre 2026. Fonti linkate in tabella. Requisiti, quote e denominazioni dei corsi vengono aggiornati dal Settore Tecnico a ogni stagione sportiva: prima di iscriverti controlla il bando in corso e i comunicati ufficiali.

Coni e palloni disposti su un campo in erba prima di un allenamento di calcio giovanile
Il patentino ti fa entrare in panchina. Quello che succede in campo decide se ti confermano.

Serve aver giocato a calcio per diventare allenatore?

No. È la domanda più cercata di tutte e la risposta è netta: il percorso ordinario, dalla Licenza D in su, non chiede una carriera da calciatore. La carriera serve solo per accedere al corso combinato riservato agli ex professionisti, che è una corsia dedicata e non la regola.

Detto questo, chi arriva senza aver giocato parte con uno svantaggio pratico che vale la pena guardare in faccia: meno familiarità con il linguaggio dello spogliatoio, meno credito iniziale da parte dei ragazzi e dei genitori. È uno svantaggio che si colma con la competenza e con la costanza, non con un titolo in più.

C’è anche il rovescio della medaglia, ed è il motivo per cui tanti ex calciatori bravi diventano allenatori mediocri: saper giocare e saper far giocare qualcun altro sono due mestieri diversi. Il secondo si impara insegnando, sbagliando e correggendosi, non ripetendo quello che funzionava su di sé.

Il calcio giovanile è la porta d’ingresso vera

Se guardi dove lavorano davvero gli allenatori italiani, la risposta non è la prima squadra del paese: è il settore giovanile. Le società hanno molte squadre di base e poche prime squadre, il ricambio è continuo, e la qualifica UEFA C è nata esattamente per quel contesto.

È anche il posto dove si impara più in fretta, perché con i bambini e i ragazzi non puoi appoggiarti al risultato: devi saper spiegare, tenere insieme un gruppo, parlare con le famiglie e accorgerti di chi si sta spegnendo. Sono le competenze che poi ti portano ovunque.

Nella formazione Coach Moveinside lo chiamiamo l’80/20: l’80 per cento del risultato dipende da come lavori con la persona che hai davanti, il 20 per cento dalla tecnica che conosci. Un patentino certifica il 20 per cento. L’altro 80 lo costruisci tu, e nel calcio giovanile lo si vede prima che altrove.

Quanto si guadagna come allenatore di calcio dilettante?

Qui la risposta onesta è che dipende, e chiunque ti dia una cifra secca sta indovinando. Nel dilettantismo e nel settore giovanile il compenso non è uno stipendio: è un accordo tra te e la società, che cambia moltissimo per categoria, regione e dimensione del club, e che spesso convive con un altro lavoro.

Quello che invece è oggettivo è la cornice normativa: l’articolo 25 del D.Lgs. 36/2021 include espressamente l’allenatore e l’istruttore tra i lavoratori sportivi, e il rapporto con la società va inquadrato. Abbiamo dedicato due guide separate a questa parte, perché è dove si fanno più pasticci: una sui compensi da lavoro sportivo e le relative soglie, una sul contratto di collaborazione sportiva con una ASD o SSD.

Il caveat onesto. Se stai valutando l’allenatore di calcio come cambio di mestiere a tempo pieno, mettiti in conto che i posti retribuiti in modo pieno sono pochi e quasi tutti nel professionismo, cioè a valle di un percorso lungo e selettivo. Nel dilettantismo il calcio è, per la maggior parte delle persone, un impegno serale e da fine settimana che si somma a un altro reddito. Non è una ragione per non farlo: è una ragione per pianificarlo.

Domande frequenti

Come si diventa allenatore di calcio?

Le abilitazioni le rilascia il Settore Tecnico della FIGC, con corsi centrali a Coverciano e corsi regionali organizzati sul territorio con la Lega Nazionale Dilettanti. Si parte dal corso per Allenatore Dilettante Regionale, che dà la Licenza D, e dalla qualifica UEFA C dedicata ai giovani calciatori: insieme portano all’abilitazione UEFA B. Sopra ci sono UEFA A e UEFA Pro, con requisiti di età e di abilitazione precedente.

Serve aver giocato a calcio per prendere il patentino?

No. Il percorso ordinario dalla Licenza D in su non richiede una carriera da calciatore. L’aver giocato conta solo per accedere al corso combinato UEFA C e Licenza D riservato a chi ha almeno sette anni di attività professionistica, che è una corsia dedicata e non la regola.

Qual è la differenza tra Licenza D, UEFA C e UEFA B?

La Licenza D si ottiene con il corso per Allenatore Dilettante Regionale ed è il titolo di base per il calcio dilettantistico. L’UEFA C è la qualifica dedicata ai giovani calciatori, quindi al settore giovanile. L’abilitazione UEFA B non è un corso a sé: si ottiene sommando le due, secondo la formula usata dalla stessa Scuola Allenatori, UEFA B uguale UEFA C più Licenza D.

Quanto costa il corso per allenatore di calcio?

Le quote sono pubblicate dal Settore Tecnico e cambiano per livello: la Scuola Allenatori indica 660 euro per l’Allenatore Dilettante Regionale, 720 euro per Giovani Calciatori UEFA Grassroots C, 2.500 euro per l’UEFA A e 8.000 euro per l’UEFA Pro. Sono valori che vengono aggiornati stagione per stagione, quindi vanno sempre riletti sul bando in corso.

Da che età si può allenare nel settore giovanile?

I requisiti anagrafici sono fissati dai bandi dei singoli corsi e dal Regolamento del Settore Tecnico, e per i livelli alti sono espliciti: 30 anni compiuti per l’UEFA A, 32 per l’UEFA Pro. Per i corsi di base i requisiti sono più accessibili ma vengono definiti dal bando: prima di iscriverti verifica il testo pubblicato dal Settore Tecnico o dal comitato regionale.

Questa guida ha finalità informativa e non sostituisce i regolamenti ufficiali: denominazioni dei corsi, requisiti e quote sono stabiliti dal Settore Tecnico della FIGC e possono cambiare a ogni stagione sportiva. Per la parte contrattuale e fiscale del rapporto con una società sportiva non è consulenza fiscale o legale: verifica con un commercialista o con un consulente del lavoro.