Allenatore in palestra che dà indicazioni a un gruppo di ragazze adolescenti riprese di spalle davanti alla rete da pallavolo, palloni bianchi senza marchi, luce naturale

Guida · Formazione Coach Moveinside

Come diventare allenatore di pallavolo

La pallavolo italiana vive nei palazzetti dei circoli dilettantistici prima ancora che nei palasport di Serie A, e chi cerca questa guida spesso non ha in mente la panchina di una prima squadra: ha giocato per anni, magari si è fermato, e vuole restare nello sport allenando una squadra giovanile o un gruppo di bambini al minivolley. La strada tecnica passa dalla FIPAV ed è tracciata per gradi fin dal primo corso, ma il percorso dei ragazzini e quello degli agonisti sono due porte diverse, ed è facile bussare a quella sbagliata.

In breve: in Italia l’allenatore di pallavolo si forma nella FIPAV, la Federazione Italiana Pallavolo: si parte dal corso Allievo Allenatore del Comitato Territoriale e si sale per gradi fino ad Allenatore di Primo Grado, Secondo Grado e Terzo Grado, quest’ultimo a bando nazionale. L’iter completo dura almeno cinque stagioni. Chi vuole lavorare con i bambini parte quasi sempre dal minivolley, con una figura dedicata, lo Smart Coach.

Come si diventa allenatore di pallavolo in Italia?

La pallavolo in Italia è governata dalla FIPAV, la Federazione Italiana Pallavolo riconosciuta dal CONI. La formazione dei tecnici è compito del Settore Formazione FIPAV, che redige la guida ufficiale per la formazione dei quadri tecnici e ne affida l’organizzazione pratica ai Comitati Territoriali e Regionali, secondo il grado del corso.

Il percorso è scandito in quattro gradi in sequenza, e non si salta: si parte dal corso Allievo Allenatore, poi Allenatore di Primo Grado, poi di Secondo Grado, infine di Terzo Grado. Secondo la guida ufficiale FIPAV per la formazione dei quadri tecnici, l’intero iter ha una durata minima di cinque stagioni. Ogni grado allarga i campionati che puoi allenare come primo o come secondo allenatore: si parte dai campionati territoriali e di categoria, e si arriva, al Terzo Grado, a poter fare il secondo allenatore fino in Serie A1.

Cosa prevede il percorso: dall’Allievo Allenatore al Terzo Grado

Il corso Allievo Allenatore lo organizza il tuo Comitato Territoriale. Secondo la guida ufficiale è strutturato in 30 ore di lezione più 6 ore di esame, richiede 18 anni compiuti e un certificato medico di idoneità sportiva non agonistica specifico per la pallavolo, e la quota di iscrizione stabilita dal Consiglio Federale è di 210 euro. La qualifica che ottieni è temporanea: resta valida se ti iscrivi al corso di Primo Grado entro due stagioni e segui gli aggiornamenti annuali previsti nel frattempo.

Il corso Allenatore di Primo Grado, sempre a cura del Comitato Territoriale, sale a 60 ore di lezione più 6 ore di esame, con una quota di 300 euro. Il corso Allenatore di Secondo Grado cambia livello organizzativo: lo indice il Comitato Regionale insieme al Settore Formazione FIPAV, si allunga a 88 ore complessive (64 in formula periodica e 24 residenziali) più 10 ore di esame, con una quota di 900 euro comprensiva del soggiorno nella struttura che ospita la parte residenziale. Il grado più alto, il Corso Nazionale Allenatori di Terzo Grado, lo indice ogni anno il Settore Formazione FIPAV con un bando nazionale dedicato.

Ogni grado, una volta ottenuto, resta valido solo se rispetti gli aggiornamenti obbligatori: un minimo di due incontri l’anno nei gradi territoriali e regionali, fino agli aggiornamenti nazionali per chi allena nei campionati più alti.

Voce Dato Fonte
Scala delle qualifiche Quattro gradi in sequenza: Allievo Allenatore (temporaneo), Allenatore di Primo Grado, di Secondo Grado, di Terzo Grado; iter completo con durata minima di cinque stagioni FIPAV, guida quadri tecnici
Corso Allievo Allenatore 30 ore di lezione più 6 ore di esame, organizzato dal Comitato Territoriale; richiede 18 anni compiuti e certificato medico non agonistico; quota di iscrizione 210 euro FIPAV, guida quadri tecnici
Corso Allenatore di Secondo Grado 88 ore di formazione (64 periodiche più 24 residenziali) più 10 ore di esame, organizzato dal Comitato Regionale con il Settore Formazione FIPAV; quota 900 euro comprensiva di soggiorno FIPAV, guida quadri tecnici
Minivolley (Volley S3) Rivolto ai bambini dai 5 agli 11 anni, tre livelli progressivi (White 5-7 anni, Green 7-9 anni, Red 9-11 anni); tesseramento a partire dai 5 anni; obbligatoria la figura dello Smart Coach, quota annuale 50 euro FIPAV, guida Volley S3

Dati verificati a settembre 2026. Fonti linkate in tabella. Requisiti, ore e quote dei corsi FIPAV possono cambiare da stagione a stagione: verifica sempre sulla guida ufficiale in corso prima di iscriverti.

Come diventare allenatore di pallavolo per bambini: il minivolley

Se il tuo obiettivo è lavorare con i più piccoli, il percorso giusto spesso non è quello degli allenatori di squadra ma il minivolley, che la FIPAV chiama oggi Volley S3. Secondo la guida ufficiale sul Volley S3, il progetto si rivolge ai bambini dai 5 agli 11 anni, organizzati in tre livelli progressivi, White (5-7 anni), Green (7-9 anni) e Red (9-11 anni), pensati per rispettare lo sviluppo motorio di quella fascia d’età. I bambini possono essere tesserati a partire dai 5 anni.

Con il Volley S3 nasce anche una figura specifica, lo Smart Coach: ogni società che partecipa a questa attività deve avere almeno uno Smart Coach tesserato, abilitato dopo un percorso di formazione e un esame di idoneità gestito dal Comitato Territoriale insieme al Settore Tecnico. La quota annuale è di 50 euro, ma per chi è già tesserato FIPAV come allenatore la qualifica si aggiunge senza costi ulteriori. È spesso la porta d’ingresso più rapida per chi vuole allenare senza passare subito per l’iter completo degli allenatori di squadra.

Carrello di palloni da pallavolo bianchi senza scritte accanto alla rete, parquet e luce calda
Il tesserino ti apre la porta della palestra. Quello che fai con la squadra decide se resti.

Dove si lavora davvero: società dilettantistiche e inquadramento

Il lavoro dell’allenatore di pallavolo, fuori dai professionisti di Serie A, si svolge quasi sempre dentro una società sportiva dilettantistica: doppio allenamento settimanale, partita nel weekend, stagione che copre da settembre a maggio. Le squadre da seguire vanno dal minivolley fino all’Under 19, e le società cercano soprattutto continuità, non un tecnico per un singolo campionato.

Quando alleni dietro compenso, non è un rapporto informale. L’articolo 25 del D.Lgs. 36/2021 definisce lavoratore sportivo l’allenatore e l’istruttore che, a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva dietro corrispettivo per un soggetto affiliato al sistema sportivo: vale anche per chi allena una squadra Under 13 di un piccolo circolo. Su come si compone in pratica un compenso da lavoro sportivo e quali soglie contano abbiamo scritto una guida a parte sui compensi da lavoro sportivo. Questo contenuto ha finalità informativa e non è consulenza fiscale o legale: per l’inquadramento del tuo caso verifica con un commercialista o un consulente del lavoro.

Saper giocare a pallavolo non è saper allenare

Quasi tutti quelli che cercano questa guida arrivano dal campo: hanno giocato, conoscono gli schemi, leggono bene una partita. Il corso Allievo Allenatore insegna la didattica delle tecniche e la struttura di una seduta di allenamento, non insegna a tenere insieme un gruppo di quattordicenni per due ore, a gestire un genitore preoccupato per il poco minutaggio del figlio, o a far sentire parte della squadra chi gioca meno. Quella parte del mestiere il tesserino non la copre, perché non è il suo compito.

Nella formazione Coach Moveinside lo chiamiamo l’80/20: l’80 per cento del risultato con le persone è la persona che diventi come coach, il 20 per cento è la competenza tecnica, che in chi arriva dalla pallavolo agonistica spesso c’è già. Vale lo stesso principio che raccontiamo per un altro sport di squadra nella guida su come diventare allenatore di basket: il tesserino apre la porta della palestra, quello che fai dentro alla squadra decide se resti.

Il nodo onesto: si comincia quasi sempre come volontari

Nel settore giovanile della pallavolo, soprattutto nelle prime stagioni, il compenso raramente basta da solo a coprire un reddito pieno: molte società dilettantistiche si reggono sul volontariato o su rimborsi bassi, e chi vuole viverci mette insieme più squadre, più ruoli (magari anche lo Smart Coach del minivolley) o altre attività nel mondo del movimento. Non è una strada sbagliata, ma va costruita sapendo che il tesserino, da solo, non riempie l’agenda.

Domande frequenti

Come si diventa allenatore di pallavolo in Italia?

In Italia l’allenatore di pallavolo si forma nella FIPAV, la Federazione Italiana Pallavolo, attraverso il Settore Formazione: si parte dal corso Allievo Allenatore organizzato dal Comitato Territoriale, e si sale per gradi fino ad Allenatore di Primo Grado, Secondo Grado e Terzo Grado, quest’ultimo a bando nazionale. L’iter completo dura almeno cinque stagioni. Chi vuole lavorare con i bambini parte quasi sempre dal minivolley, con una figura dedicata, lo Smart Coach.

Cosa serve per il corso Allievo Allenatore FIPAV?

Secondo la guida ufficiale FIPAV servono 18 anni compiuti e un certificato medico di idoneità sportiva non agonistica specifico per la pallavolo. Il corso, organizzato dal Comitato Territoriale, è strutturato in 30 ore di lezione più 6 ore di esame, con una quota di iscrizione di 210 euro stabilita dal Consiglio Federale.

Come diventare allenatore di pallavolo per bambini?

Il percorso più diretto è il minivolley, che la FIPAV chiama Volley S3: si rivolge ai bambini dai 5 agli 11 anni in tre livelli progressivi (White, Green, Red). Chi allena in questa attività deve tesserarsi come Smart Coach dopo un percorso di formazione e un esame di idoneità, con una quota annuale di 50 euro, azzerata per chi è già tesserato FIPAV come allenatore.

Quanto dura il percorso per diventare allenatore di pallavolo di alto livello?

L’iter completo, dai quattro gradi FIPAV (Allievo Allenatore, Primo Grado, Secondo Grado, Terzo Grado) fino all’abilitazione più alta, ha una durata minima di cinque stagioni secondo la guida ufficiale. Il Secondo Grado lo organizza il Comitato Regionale, il Terzo Grado un bando nazionale del Settore Formazione FIPAV.

Basta il tesserino per lavorare stabilmente come allenatore di pallavolo?

Di norma no. Nel settore giovanile il compenso raramente copre da solo un reddito pieno nelle prime stagioni, e molte società dilettantistiche si reggono su rimborsi bassi o volontariato. Chi vuole viverci di solito mette insieme più squadre, più ruoli o altre attività nel mondo del movimento.

Contenuto informativo, non consulenza fiscale, legale o sanitaria. Requisiti, ore e quote dei corsi FIPAV (Allievo Allenatore, Primo Grado, Secondo Grado, Terzo Grado e Volley S3) cambiano da stagione a stagione: verifica sempre sulle fonti ufficiali linkate (FIPAV, Settore Formazione) prima di iscriverti, e rivolgiti a un commercialista o a un consulente del lavoro per l’inquadramento del compenso.